Impatto psicologico post pandemia: come affrontare disturbi e disagi

La pandemia da SARS- Cov-2 (Covid-19) ha impattato violentemente sull’intera popolazione a causa dell’alto numero di contagi, ricoveri e decessi. L’esperienza vissuta durante questi mesi: isolamento sociale, allontanamento dalle persone care, solitudine, morte, distanziamento sociale, lockdown, quarantena, ha segnato nel profondo la fibra sociale del paese. Sono cambiate le abitudini e il modo di vivere, nonché la prospettiva e il punto d’osservazione degli altri.

Sono nati nuovi disturbi e disagi psicologici, che hanno percosso brutalmente l’equilibrio interno, portando angoscia, paura, rabbia, tristezza, ansia e stress. Tornare ad uscire e affrontare la nuova realtà che si è delineata nell’era post Covid, ha portato a dover affrontare instabilità reattiva agli stress mentali. Questa è stata la prima pandemia in assoluto per la quale è stata attuata un distanziamento sociale fisico planetario, blocchi di frontiere, rallentamenti di mobilità ed impedimenti dei contatti ravvicinati.

Un disagio psicologico diffuso che si è ripercosso nel corso del tempo, a diversi livelli e su disparate categorie sociali. In un modo o nell’altro ha colpito un po’ tutti, nessun escluso. I sintomi manifestati nelle persone successivamente alla ripresa della “vita normale”, sono molto soggettivi e variano a seconda del carattere e delle esperienze personali. Di conseguenza è impossibile trovare una soluzione universalmente valida per tutti per affrontare e vincere il disagio psicologico che ogni giorno continua ad affliggere migliaia di persone. L’unica cosa che è possibile fare è quella di rivolgersi ad esperti professionisti della salute mentale, attraverso i quali intraprendere un percorso di riequilibrio e stabilità psicologica.

I disturbi post Covid-19

I futuri testi di storia e di studio parleranno probabilmente di disturbi post pandemici, paura di essere liberi, ritmi sonno-veglia alterati e squilibrati, sindrome della capanna. Si citerà la resilienza e si analizzeranno i bisogni individuali e collettivi.

Quello che è successo non è una fase transitiva, non è solo un accadimento sporadico, ma una ferita profonda che ha fatto nascere ansie e paure. Anche l’Organizzazione mondiale della Salute (OMS) avvisa che è in atto una crescita di segnalazioni di ansia, paura, disturbi del sonno e depressione, in alcuni casi, anche molto gravi.

Il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, all’interno di un editoriale su World Psichiatry, spiega la necessità di rafforzare i sistemi di salute mentale in ogni paese ed afferma che: “… Qualsiasi successo nell’affrontare l’angoscia delle persone renderà più facile per loro avere capacità di seguire le linee guida delle autorità sanitarie” (questo anche in ottica di eventuali futuri nuovi contagi e/o lockdown).

In altre parole, sono necessari interventi seri e mirati per ripristinare la salute mentale della popolazione.

Disagio psicologico e programmi differenziati

Alla luce di quando sostenuto anche dall’OMS, sono necessari programmi diversificati per bambini, adolescenti, adulti e anziani (seriamente provati dall’emergenza Covid-19 e vessati dall’obbligo di isolamento). In buona sostanza il sostegno psicologico deve essere mirato all’individuo, al singolo, guardando caso per caso e non negandolo a nessuno mai, in nessuna circostanza.

Non fermarsi, continuare a muoversi, andare avanti

La pandemia ha messo blocchi e freni alla società, su diversi piani: economici, comunicativi, della salute, sociali e personali. Queste barriere hanno portato la società a bloccarsi mentalmente. A sopravvivere però è solo chi non si ferma e continua a muoversi, guardando avanti, al futuro, alle nuove prospettive con ottimismo e positività.

Non sempre questa visione d’insieme è facile o applicabile. Ognuno ci arriva per una strada diversa, percorrendo sentieri diversi, più o meno articolati. Farsi guidare per queste strade, chiedere che qualcuno ci prenda per mano e ci indichi la direzione giusta, è il lavoro incessantemente svolto dagli psicologi e psicoterapeuti. Per chi alla fine decide di tornare ad essere “mobile” e non più “statico” ed incatenato ad un disagio psicologico, è sulla strada giusta e non tarderà a compiacersi dei risultati ottenuti.

Ma tutto parte dalla buona volontà. Il desiderio o necessità di uscire da una situazione instabile e angosciosa, deve prima di tutto prevalere sui disturbi psicologici e dare la forza di reagire, chiedere aiuto e rivolgersi agli specialisti della salute mentale.

Ridisegnare il quadro

Compiuto il primo passo e cercato un valido sostegno psicologico, è importante non allentare la presa e ridisegnare il quadro generale. Prendere consapevolezza che la nuova normalità non è e non sarà mai più come quella precedente. In questa nuova situazione molti precedenti falsi bisogni sono scomparsi, frantumati e distrutti per sempre. Bisogni irreali che dovranno essere sostituiti, questa volta, dalle vere necessità, perché la realtà è cambiata sul serio, ma tutti possono affrontarla, in un modo o nell’altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×

Ciao!

Clicca sotto per iniziare una chat su WhatsApp o inviami un'e-mail a fittipaldibenedetta@gmail.com

× Come posso aiutarti?